La Figlia del Reggimento
di Gaetano Donizetti:
Lo spettacolo integralmente firmato da Andrea Cigni accentua la deriva surreale e preoperettistica del melodramma donizettiano, assecondata dalla compagnia di canto […] ben indirizzata dalla concertazione sagace, dai tempi e dalla direzione brillante di Alessandro d’Agostini.    
                                                    Angelo Foletto, La Repubblica, 14.11.2009
 
Nel caso odierno, a rendere il piatto più succulento […] contribuiscono le spezie della filologia, garantite sia dall’edizione critica dell’adattamento predisposto dallo stesso Donizetti nell’ottobre 1840 per la Scala di Milano, a pochi mesi dal debutto parigino (febbraio), sia dalle scelte in materia di strumenti (cornette al posto delle trombe, cimbasso invece che la tuba) alla loro disposizione (contrabbassi divisi in coppie poste ai lati) effettuate dal direttore e concertatore Alessandro d’Agostini.
Il quale merita un elogio per non aver attenuato una strumentazione per nulla delicata (tranne pochi momenti solistici), anzi bruyante, fragorosa, la sua parte, com’è giusto che sia in un faux vaudeville militaire (son tutte espressioni tratte dalle prime recensioni).
Jacopo Pellegrini, Liberal, 21.11.2009
 
Magistrale ‘Figlia del Reggimento’
Per la rappresentazione della "Figlia del Reggimento" di Donizetti, nella versione italiana, al Teatro Sociale di Como il direttore Alessandro d’Agostini ha messo in pratica, come egli stesso afferma in un interessante articolo sul programma di sala, i risultati di "una serie di ricerche musicali volte al recupero, per quanto è possibile, di alcune prassi esecutive dell’epoca". Ad esempio ha utilizzato diversi strumenti storici e fatto accompagnare i recitativi secchi dal fortepiano, dal violoncello e dal contrabbasso. Agli obiettivi filologici ha aggiunto un impegno interpretativo e una sensibilità artistica da direttore di classe, facendo rivivere il melodramma donizettiano nel migliore dei modi: è piaciuta la suggestiva veste timbrica conferitagli dagli strumenti storici, l’accompagnamento ampliato dei recitativi secchi ha avuto l’effetto positivo di attenuare lo stacco rispetto alle arie e di conseguire maggior continuità nel discorso musicale, l’uso molto sobrio del vibrato negli archi ha stagliato i profili melodici con insolita nettezza. Poche volte ho sentito zampillare le melodie del Bergamasco con così sorgiva freschezza. Insomma, per le prestazioni del d’Agostini lascio cadere dalla penna l’aggettivo "magistrale" (che uso con molta parsimonia). Naturalmente l’alta qualità dell’interpretazione è stata possibile grazie anche alla bravura dell’Orchestra "I Pomeriggi Musicali di Milano" e del Coro As.Li.Co., istruito da Antonio Greco.
Carlo Rezzonico, Il Paese, 6.11.2009
 
Cantanti in evidenza, direzione impeccabile, regia ingegnosa: il Bergamo Musica Festival chiude in bellezza.
Il direttore Alessandro d’Agostini ha confermato quanto di buono si dice sul suo conto: gesto chiaro, indicazioni precise nella gestualità e soprattutto un’idea definita delle sonorità e dell’interpretazione voluta. Evidenti erano alcune soluzioni, non tutte tradizionali: oltre al lavoro sulla pronuncia (sia nelle parti liriche che nei recitativi) l’orchestra dei Pomeriggi Musicali è stata chiamata a muoversi su due piani distinti: sonorità piene e intense quando non c’erano le voci, con una bella serie di assoli - davvero pregevoli - in evidenza, e invece a mezzo volume, molto leggera anche se ben chiara quando era a supporto delle voci. E si è proposta con una prova indubbiamente valida ed efficace.
Bernardino Zappa, L’eco di Bergamo, 22.11.2009
  
L’Orchestra Lirica dei Pomeriggi Musicali è stata efficiente ed attenta. […] Il giovane maestro Alessandro d’Agostini ha diretto molto bene l’orchestra, dando tutti gli attacchi e tenendo ritmi tali da ottenere sempre l’equilibrio fra "buca" e palcoscenico. E’ un musicista di cui si coglieva lo slancio nei passaggi sinfonici dell’opera, la sensibilità nel seguire i cantanti. 
Fulvia Conter, Giornale di Brescia, 7.11.2009
 
Rigoletto 
di Giuseppe Verdi:
Un "Rigoletto" raffinato e in equilibrio perfetto. Voci e musica da ricordare.
L’ottimo direttore Alessandro d’Agostini ha saputo tenere ben saldi nelle sue mani orchestra e palcoscenico offrendoci di Rigoletto una lettura filologica interessante (metronomi originali, particolare disposizione strumentale, scelta di vocalità) che deriva da sue personali e approfondite ricerche. Bene l’Orchestra 1813, adeguatamente rinforzata. 
Maria Terraneo Fonticoli, La Provincia, 6.7.2009
 
Giselle
di Alphonse-Charles Adam:
Una buona sorpresa anche la bacchetta di Alessandro d’Agostini, direttore che sembra aver sposato finalmente le esigenze della danza a quelle della musica. 
Lorenzo Tozzi, Il Tempo, 12.8.2008
 
L’Olimpiade
di Leonardo Leo:
Responsabile anche dell’edizione musicale, Alessandro d’Agostini elimina tre arie e qualche da capo, cerca il giusto carattere (stacchi, fraseggio, colori) per ogni pezzo, ha energia e personalità da vendere.
Jacopo Pellegrini, Liberal, 26.07.2008
 
Sul podio dell’orchestra bolognese le mani di Alessandro d’Agostini intrecciano con eleganza sinuosa l’equilibrio classicista, la sensibilità per i temi galanti e l’amore per il gusto melodico con fraseggio espressivo e mobile e solidità narrativa, coniugando la freschezza stilistica dell’invenzione poetica con un disegno ora vivido e turbinoso, ora elegiaco e aereo, sempre mirabile nell’espressività lirico-drammatica penetrante; e l’articolata dinamica del tessuto musicale si colora di una lucentezza dove le diverse timbriche strumentali si intrecciano alle fusioni vocali dei protagonisti e del bellissimo coro magistralmente diretto da Paolo Vero.
Claudia Mambelli, L’Opera, Settembre 2008
 
Concerto lirico-sinfonico
dedicato a Ruggiero Leoncavallo nel 150° anniversario della nascita:
L’intensa concertazione di Alessandro d’Agostini che regge le redini dell’orchestra della Fondazione Toscanini con una fluidità di grande efficacia per sfociare in un clima brioso dove la spensieratezza si tinge di un colore più temperamentoso.
Ma la chicca della serata rimane […] il poema di de Musset La nuit de mai di cui Leoncavallo offre un saggio della sua abilità compositiva […], interpretato magistralmente dall’Orchestra Toscanini, […] in un gioco di grandi suggestioni innegabili nella musica francese del tempo che Alessandro d’Agostini riesce a plasmare con estrema duttilità, attraverso alcuni elementi tipici del linguaggio di Massenet dove la dolciastra crudezza della natura calda e cruenta si stempera in un trascolorare emotivo di rara bellezza.
            Claudia Mambelli, L’Opera, Luglio/Agosto 2007
 
L’Arlesiana
di Francesco Cilèa
Sul podio dell’orchestra della Fondazione Toscanini è Alessandro d’Agostini che, con bacchetta incisiva e ricca di inventiva, gioca sul tessuto di un’opera composita il cui suono, spontaneo e drammatico, si stempera in un cromatismo armonico di taglio francese costellato di sottilissime sfumature.
Claudia Mambelli, L’Opera, Luglio/Agosto 2006
 
Un ruolo fondamentale per godere l’opera l’ha avuto il direttore Alessandro d’Agostini: attento, colto, appassionato, alla guida dell’Orchestra della Toscanini e del coro del Teatro di Piacenza, ottimi.
Andrea Zaniboni, La Gazzetta di Mantova, 21.11.2006
  
Falstaff
di Giuseppe Verdi:
Quando la gente applaude e grida bravo per una decina di minuti le cose vanno bene, in teatro, anzi benissimo […]. E’ successo a Busseto per il Falstaff. […] Lo spettacolo riceveva risposta dalla fantasia di un giovane professionista che ha navigato nella cultura operistica, Alessandro d’Agostini, capace di far vivere l’orchestra in tante sfaccettature, ma insieme di far scaturire spontaneamente il canto. E così, erano a loro agio, in parole e suoni, il protagonista Alberto Mastromarino […] e tutti gli altri.
Lorenzo Arruga, Il Giorno, 23.2.2006
 
…vivace gioco di squadra per l’intera compagnia dei giovani cantanti bravi e agguerriti sostenuti da un’orchestra, quella Toscanini che Alessandro d’Agostini ha fatto vibrare con calorosa passione. Uno spettacolo in crescendo dove l’atmosfera finale su una musica che Verdi sembra far scaturire come polvere di stelle, ha avuto la sua cornice ideale tra luci soffuse ed ombre. […] Successo vivissimo e applausi per tutti.
L’Informazione, 29.1.2006
 
Cast di giovani, si diceva, compreso il podio di d’Agostini anch’egli al debutto falstaffiano: partitura vissuta con esuberanza nella stessa struttura musicale verdiana che in Falstaff si tramuta in ironia e gioco: conduzione snella e competente in tante sottolineature di stile e colore. 
Giovanni Fontechiari, La Gazzetta di Parma, 29.1.2006
 
Lo Matremmonio Annascuso
di Leonardo Leo:
…Eine Partitur […] entdeckt und vom Dirigenten der Aufführung, ALESSANDRO D’AGOSTINI, bearbeitet und einstudiert wurde. […] Die Musik der Oper „Lo Matremmonio Annascuso“ ist durchaus originell, was der Dirigent mit dem Orchestra della Fondazione Arturo Toscanini aufs Schönste zur Geltung brachte – spritzig, espritreich und auch gewichtig-elegisch, wenn es um die ernsten Gefühle geht.
Ingrid Wanja, Orpheus Festival 2003